Favola di Natale ” Era giunto ormai il momento “

Poiché, come ci suggeriva l’ultimo numero dell’informatore, l’anno prossimo
non sappiamo che parroco ci sarà e cosa ne penserà della Messa della vigilia di
Natale, ho pensato bene di rimandarvi al Filo per leggere la favola di
quest’anno e di prepararne una che adesso vi leggerò così vi potrà servire per
il prossimo Natale.
Era da tanto tempo che il Padre Enrico…ops, mannaggia quel correttore
automatico, dicevo, era da un bel po’ di tempo che il Padre Eterno, ormai
stanco di tutte quelle situazioni a cui aveva dovuto assistere, Caino che uccide
il fratello Abele, persino i gemelli Esaù e Giacobbe che si mettono a litigare
ancor prima di nascere, e poi tutti quei gasatelli che volevano rendersi famosi
a Babele costruendo grattacieli storti, a piramide, al contrario, a vela, arborei
o in orizzontale e che, talmente presi dal lavoro e dalla loro vanagloria, non si
erano accorti che era saltato il traduttore istantaneo di Google e così
cominciavano a litigare come nei talk televisivi perché nessuno capiva nessuno,
per non parlare poi di quel brav’uomo di Noè che aveva salvato tutti gli animali,
tranne i dinosauri perché non entravano nell’arca, e che, dopo quaranta giorni
di acqua, per festeggiare, aveva organizzato un happy alcoolico e si era preso
una bella sbornia con tutte le conseguenze del caso, e vogliamo parlare di
quando si era laggato il mar Rosso? Insomma, il padre Eterno non ne poteva
più, doveva prendere una drastica decisione per sistemare le cose! Nel corso
dei secoli, aveva mandato tanti bravi messaggeri, i giudici e i profeti, ma non li
avevano ascoltati: gli uomini volevano sempre fare di testa loro e così stava
pensando di tentare l’ultima carta, mandare suo Figlio per raccontare agli
uomini quanto il Padre voleva bene a tutte le sue creature, e che era dispiaciuto


del loro comportamento, perché così si rovinavano la vita, solo suo Figlio
avrebbe potuto salvare il mondo.
Sembrava proprio che i tempi fossero maturi.
Subito corse la voce, tra tutti i coordinatori della struttura del Paradiso, che ci
si doveva preparare al grande evento, atteso più dell’inaugurazione del Teatro
del Borgo o del ponte sullo stretto, senza dimenticare la Salerno Reggio
Calabria e l’”attimo” per il riavvio del computer del Don e così i capi dei diversi
ambiti delle schiere celesti (chiamati arcangeli) riunirono i capi decuria (che
non c’entra niente con la Curia, ma vuol dire una decina di persone) per vedere
di dare una mano ma soprattutto, qualche consiglio per illuminare le decisioni
del Padre Eterno.
Riuniti in forma sinodale, erano pronti ad ascoltarsi: per primo prese la parola
il famoso arcangelo Michael, (da non confondere con Maikol) responsabile

della difesa il quale, dopo aver ascoltato tutti i suoi più stretti collaboratori, gli
angeli intercettori, difensori, bombardieri, droni e mica droni, aveva deciso di
istituire innanzitutto un gruppo di guardie del corpo scelte per accompagnare
dovunque “il Giustiziere” (così avrebbe dovuto chiamarsi il figlio) nel suo
viaggio verso la terra per affrontare la sua guerra per sterminare i cattivi.
Una legione numerosa di angeli volontari poi, lo avrebbe aiutato
nell’operazione speciale di pulizia, per cui aveva già dato ordine di affilare le
armi e di fare qualche esercitazione cominciando da chi dice le bugie, chi non
fa i compiti, chi ruba la famosa marmellata, chi imbroglia quando gioca a
carte,… fino ad arrivare ai bulletti di periferia, a chi non fa lo scontrino, a chi
non paga le tasse, a chi inquina, a chi lascia immondizie per strada (tranne i
cani perché loro non c’entrano)… e chi invece usa i sacchi delle immondizie per
nascondere le banconote rubate… Insomma, dovevano essere pronti e allenati
quando il Giustiziere sarebbe arrivato e avrebbe cominciato a impartire i suoi
ordini.
Naturalmente aveva anche preparato una serie di skills per il figlio, adatte al
luogo e alle circostanze, dalla maschera di Joker, a quella di IT, dal lupo di
Cappuccetto Rosso alla strega di Biancaneve, da Brontolo alla zia di
Cenerentola, tutte naturalmente serigrafate con la lettera omega (che sarebbe
la Z per l’alfabeto greco) proprio come quella che aveva fatto mettere sulle
divise dell’esercito degli angeli così da farsi riconoscere in battaglia.
In coordinamento con Michael, il famoso arcangelo Raffaele aveva predisposto
tutta la logistica per far star bene sia gli angeli ma soprattutto il figlio,
“l’Immortale” come lui pensava dovesse chiamarsi naturalmente.
C’erano gruppi di decurie di masterchefs, armati di Bimbi con in dotazione le
ricette più esclusive ed energetiche che esistessero non solo sulla faccia della
terra ma anche dell’universo.
Polvere di stelle su letto di rucola, per un buon riposo soprattutto per chi non
avrebbe potuto trovare un cuscino memory ma solo qualche pietra per
appoggiare il capo.
Come bevanda energetica invece spremuta di kiwi, carote e naturalmente
zenzero (per rispetto del popolo cinese) servita in calici ecosostenibili con due
cubetti di purissimo ghiaccio di cometa.
Ma il piatto forte era naturalmente risotto alla mediolanense, con orecchio di
elefante impanato e patatine fritte con olio aromatico al nardo.
Qualcuno aveva suggerito anche lenticchie, miele selvatico e cavallette ma era
stato subito messo a tacere perché quei cibi richiamavano alla mente
personaggi non molto raccomandabili.

Il gruppo San Raffaele, per l’esercito dell’Immortale, aveva anche a
disposizione una serie innumerevole di vaccini contro ogni tipo di malanno, dal
mal di testa, all’artrosi cervicale, dai calli alla sinusite, dal gomito del tennista
al ginocchio della lavandaia, per non parlare poi del covid e di tutte le sue
varianti, di questo poi gli avanzavano anche numerose dosi….
Da ultimo prese la parola il vicearcangelo Eolo, portavoce, della ArcangelWeb
Communication, che era quel gruppo di angeli che si occupavano di
comunicazione e delle Pubbliche Relazioni.
Il loro capo, l’arcangelo Gabriele, da qualche mese che non era in sede, nessuno
più lo aveva visto perché, si diceva, inviato in missione speciale e segreta dal
Padre Eterno. Così il suo gruppo, autogestito, aveva preparato tutto fin nei
minimi particolari per introdurre degnamente e far conoscere al mondo il
famoso Figlio che naturalmente avrebbe dovuto chiamarsi “LUI”, Tutto
maiuscolo
LUI doveva essere sulla bocca di tutti, LUI sarebbe in poco tempo diventato
l’influencer più famoso e ricercato, chiunque avrebbe fatto di tutto per poterlo
utilizzare per farsi pubblicità, erano già pronte le offerte del Circo Massimo di
Roma, del bar dell’oratorio della Trinità, della marca di birre artigianali, del
panino più succoso, delle squadre di calcio più famose compresa la TRI, tranne
la Juve che all’ultimo momento avrebbe dato per forfait, per motivi di budget,
…. Ma nessuno era stato dichiarato degno di poter essere scelto come sponsor.
Lui non si poteva far strumentalizzare da nessuno!
Avevano pensato anche di organizzare un evento, stile quello
dell’inaugurazione dei giochi olimpici o paraolimpici, dei mondiali di calcio o
dell’inizio dell’oratorio, ma naturalmente ancora più spettacolare di questi. Si
erano messi (non quello dell’Argentina) d’accordo con l’impresa di pulizie del
Paradiso, (la P.I.P.O. Pulire Insieme, Pulito Ovunque) quella addetta a
riassettare le nuvole, e anche a fare pulizie e traslochi, per farsi mettere a
disposizione la nuvola più bella e luminosa (tipo quella che si usa in Duomo a
Milano) per far discendere LUI, direttamente dal cielo oppure farlo arrivare dal
lontano oriente (stile tappeto volante).
Una pioggia distelle cadenti lo avrebbe accompagnato e tutti, presi dalla magia
avrebbero dovuto cantare Alè LUI Ya. (Proviamo anche noi?)
A quel punto, LUI disceso dalla nuvola, salito su un bianco cavallo alato della
famiglia degli unicorni, avrebbe guidato la sua missione seguito dagli amici di
Michael e Raffaele.

Terminata la riunione che durò circa dodici ore umane, un nulla in confronto
all’eternità a cui erano abituati in cielo, andarono a presentarsi davanti al Padre
Eterno ed esposero le loro decisioni.
Il Padre ascoltò come sempre con attenzione, senza dire una parola, sapete lui
quando parla, non parla per niente….
Poi, terminata la relazione, il Padre ringraziò tutti i presenti dell’impegno che
ci avevano messo ma fece loro capire che non era per niente d’accordo sulle
loro proposte. Non era questo il modo di salvare il mondo! E, quasi a farlo
apposta, proprio in quel momento, si aprì la porta della sala del consiglio e
accompagnato da un ohhh di stupore, entrò qualcuno… era proprio l’arcangelo
Gabriele, lui (tutto minuscolo), si avvicinò timoroso al Padre e disse “Missione
compiuta, ho trovato anche se con un po’ di fatica, Padre, quel paesino
sperduto in Galilea e quella bellissima ragazza di nome Miriam e le ho portato
il suo messaggio. Lei ha detto Sì!”
“Bravo, ora hai nove mesi di tempo per trovare un angelo per accompagnare
con un dolce canto sulla grotta di Betlemme la nascita del mio Figlio.”
A quelle parole, tutti gli arcangeli, i vice e i capidecuria presenti rimasero stupiti
e si domandavano, “Ma come, per accompagnare il Figlio nel mondo, incarica
un semplice angelo?”
“Un angelo normale?”
“Già ’n angelo” disse, con tono ironico, qualcuno in terza fila, di origini
certamente romane. “Grazie del suggerimento”, disse il Padre, rivolgendosi a
quest’ultimo, l’angelo allora avrà un nome, si chiamerà Gianangelo proprio
come lo avete chiamato voi! Ma insieme a Gianangelo ce ne sarà un altro che
dovrà annunciare ai pastori che è venuto il Figlio di Dio, il Salvatore del mondo,
l’Emmanuele, il Dio con noi e che il suo nome sarà: Gesù.
Dovrà proclamare a tutti che un Re è nato, così potremmo dare un nome anche
a lui per ricordare la sua missione, si chiamerà Renato.
E, in quanto a voi, cari Arcangeli, cari angeli, e capi de Curia (in questo senso
proprio letterale), avete ancora un po’ di tempo per rendervi conto che il
Natale che stiamo per celebrare non è uno spettacolo o una bella favola ma la
gioiosa rivelazione che l’Eterno è soprattutto un Padre che ama tutti i suoi figli,
anche e, forse soprattutto, quelli che si allontanano da Lui e quindi dovete
anche voi convertirvi al suo stile di amore e mettere da parte i vostri progetti
di potenza e di grandezza. Natale, è Gesù, il Figlio di Dio che viene per dare la
sua vita, non per prenderla, Gesù viene per perdonare, non per condannare.
Dice la storia che gli arcangeli e gli angeli si convertirono, quelli de Curia non lo
so ma tu ed io ci stiamo pensando al vero senso del Natale? Natale è questo!